Un viaggio negli anni ’70

La Route 66, le campagne sterminate degli Stati Uniti prendono vita in questo disco. Un viaggio simbolico on the road per esaltare

Cliente:

Rock’n’Roll Circus

Settore:

Musica

Anno:

2025

Discipline:

Cosa ho fatto

Un disco registrato su nastro nel 2025 è una scelta coraggiosa. Per la comunicazione visiva di un prodotto che fa dell’analogico e del vintage il suo punto di forza, ho osato con un mix di tecniche tradizionali e innovative. Fotografia, Video e AI si intrecciano in questo progetto per dare vita ad una visione altrimenti impossibile.

Elaborazione del concept, Moodboard, Art Direction per mantenere coerenza in ogni asset.
Coordinamento e realizzazione Shooting Fotografico, Post-Produzione.
Realizzazione e Montaggio Video Teaser
Prompt Engineering, Realizzazione Immagini e Video tramite AI, Post-Produzione avanzata per garantire coerenza stilistica e cromatica.
LP 12″, CD Digipak effetto Vinile

L'idea

Creare l’identità visiva di un album con sonorità anni ’70, capace di trasmettere l’energia live della band e al tempo stesso la cura estetica di un prodotto pensato per vinile, CD e campagne digitali. Unire fotografia, grafica, video, AI e storytelling in un progetto coerente, che parlasse sia ai fan affezionati sia a un pubblico nuovo. Il tutto con budget e tempistiche ridotti.

L'approccio

Un progetto personale e professionale al tempo stesso: il secondo album della mia band. Dopo Reelin’ and Rollin’ (2023), anche in What a Trip ho curato l’intera direzione creativa, definendo un’estetica vintage ma pulita, che richiama l’immaginario rock anni ’70 senza scivolare nel cliché. Il concept centrale è il viaggio — fisico, interiore, spirituale. Nonostante non sia un concept album in senso stretto, ogni brano è stato trattato come una tappa del percorso di un motociclista alla ricerca di sé stesso. La fotografia è stata pensata fin dall’inizio per evocare il mood degli album rock dell’epoca: scelte di obiettivi, angolazioni e props (abbigliamento, motociclette, dettagli materici) hanno costruito un set autentico e riconoscibile. Per ogni traccia ho creato, tramite AI generativa, un mondo visivo unico, trasformato poi in artwork e background del booklet. In questo modo l’AI è diventata strumento consapevole e strategico: mi ha permesso di realizzare ambientazioni che sarebbero state impossibili o molto onerose da costruire dal vero, mantenendo coerenza estetica con la parte fotografica e grafica.

Marchi, loghi e impaginati sono mostrati solo per contesto; i diritti restano ai rispettivi titolari. Se un credito manca, non è stato possibile identificarlo.
Per richieste e integrazioni si prega di scrivere a: credits@albertomarangoni.com

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